Costellazioni oniriche

I sogni sono i fantasmi della nostra vita. Per la maggioranza delle persone rappresentano semplici derive immaginali della mente. Come se la sera, nell’andare a dormire, staccata la spina ai consueti processi cognitivi, questi fluttuassero, in un vuoto non organizzato, concedendosi esercizi oziosi e giochi fatui destrutturati. Tuttavia, al di là di ogni possibile tentativo di banalizzazione, credo sia esperienza comune il rimanere emotivamente coinvolti dalle vicende di un sogno particolarmente intenso.

Questo perché i sogni sono composti da emozioni e memorie dell’altrove e non chiedono di meglio che vibrare ed esplicitarsi attraverso la cassa di risonanza di un gruppo che possa permettersi di sognarlo di nuovo, e stavolta collettivamente. In questo modo pensieri nuovi, non ancora pensati, possono tracimare dal flusso emozionale e divenire accessibili, attraverso modalità analogiche, ad una realizzazione scenica teatrale e simbolica. Il messaggio intuitivo e la rielaborazione individuale di un sogno, risuona dunque e riceve nuovo alimento dalla costellazione del gruppo.

Il linguaggio del sogno non è quello che utilizziamo nella nostra vita cosciente. Esso si afferma per immagini che riguardano la molteplicità di archetipi e simboli. Da questi va desunto, creando e sperimentando una condizione intermedia tra sonno e veglia. Questa è la matrice creativa in cui modalità nuove, provenienti dalla profondità dell’inconscio. possono affermare sé stesse.

Ecco che un sogno raccontato da uno dei componenti, viene ad essere una potenziale matrice di nuovi spazi di pensabilità per l’insieme del gruppo; una prima traccia del percorso di esplorazione della galassia dei pensieri intuiti e non riflessi. Ci aiuta a cogliere una nostra posizione soggettiva nello spazio e nel tempo, svolgendo funzione di orientamento e guida nel possibile cambiamento psichico.

Il sogno, nel suo passaggio da spettro attraverso lo spazio sacro della rappresentazione, lascerà filtrare i percorsi trasformativi più consoni all’esperienza di vita del protagonista, mentre il gruppo lo utilizzerà per l’esplorazione dei percorsi più praticabili per ampliare il magma dei propri pensieri irriflessi, preparandosi, nel contempo, a contenerli.

Il lavoro con le Costellazioni oniriche è, in definitiva, un percorso esperienziale di esplorazione del sogno come messaggio simbolico e orientativo, capace di rivelare movimenti interiori profondi e aprire nuove possibilità di consapevolezza.

Attraverso un lavoro individuale e collettivo, il sogno viene messo in scena, abitato, ascoltato e trasformato in una mappa vivente, in cui immagini, emozioni e corpi diventano portatori di senso.

Il metodo integra ascolto, scrittura, movimento, gestualità, voce e relazione, conducendo il protagonista a riconoscere il Centro del proprio sogno: il nucleo radiante attorno al quale si organizza il significato dell’esperienza onirica e il suo potenziale evolutivo.

Andrea "Roccia Che Canta" Raspi, counselor ed educatore. Fondatore dell'Associazione Casaruota

Andrea Roccia che Canta

Educatore e divulgatore di pratiche sciamaniche nativo-europee. Co-fondatore dell’Associazione Culturale Casaruota, guida percorsi di crescita, cerchi e riti della tradizione animista.

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